Centro storico di Merano

Centro storico di Merano

Il centro storico di Merano conquista per il suo fascino, il romantico centro, i portici, i vicoli e le facciate colorate delle case. “Pulsa” con i suoi negozi, le stube, i bar e i punti di incontro dedicati ai buongustai.

Merano è una città per intenditori, per amanti di cultura, letteratura, storia, architettura e benessere – della vitalità culturale, appunto!

... e Merano colpisce per i suoi giardini, i suoi viali: un’oasi climatica nell’arco alpino.

 

KURHAUS:

sull'allora Gisela Promenade sorgeva il maestoso complesso fulcro della vita turistica e di cura. Il primo edificio eretto nel 1874 fu il Pavillon, adibito allo svago degli ospiti che venivano intrattenuti con feste danzanti, cene, conferenze e quant'altro potesse allietare il soggiorno. Visto il continuo incremento del turismo si decise di procedere all'ampliamento delle strutture. I lavori per il Kurhaus iniziarono nel 1912, su progetto dell'Architetto Ohmann. L'edificio si compone di un elegante foyer, uno scalone che conduce alla loggia e dell'ampio salone da ballo. Le decorazioni in ferro dorato, gli stucchi e gli affreschi seguono i canoni dello stile liberty. L'esterno è ingentillito da una facciata tondeggiante scandita da quattro colonne e sormontata dal gruppo delle Grazie danzanti. Negli ultimi anni é stato completamente ristrutturato.

 

IL CASTELLO PRINCIPESCO:

Sigismondo d'Austria fece costruire intorno al 1470 il Castello Principesco ai piedi del Monte Benedetto come residenza cittadina. Al Castello abitó anche l'imperatore Massimiliano e la famiglia dell'imperatore Ferdinando I°. Oggi il Castello Principesco offre un'occasione di studiare abitudini e modi di vita del tardo Medioevo: arredi di uso quotidiano, utensili da cucina, una delle più antiche stufe di maiolica giunte fino a noi, affreschi, antichi strumenti musicali e armi consentono di toccare con mano un passato ormai remoto.

 

Duomo di S. Nicolò:

costruito dal 1310 al  1455. Il campanile fu alzato ad ogni ristrutturazione, finché nel 16mo segolo raggiunse l'odierna altezza di piú di 80 metri e divenne una delle caratteristiche della cittá. Molto ineressanti sono alcuni affreschi all'interno del campanile. Interessanti sculture e quadri sono posti all'interno della chiesa. Dietro la chiesa e lungo la facciata esterna dell'abside si trovano vecchie pietre tombali (la piazza e la chiesa furono fino al 1848 il cimitero di Merano). Sul latoorientale della chiesa la cappella di S. Barbara (prima cappella del cimitero). Restaurato nel 1995-1999.

 

Il Teatro PUCCINI:

Il Teatro Comunale fu eretto in soli 14 mesi nel 1900 ed inaugurato il 1 dicembre dello stesso anno con il Faust di Goethe. La facciata in stile storicista presenta anche qualche elemento liberty,  mentre é all'interno che l'edificio si fa vero e proprio gioiello liberty. Il progetto era di Martin Dulfer, un importante rappresentante dell'architettura liberty a Monaco di Baviera. Fino allo scoppio della Prima guerra mondiale il teatro poteva contare su un ensemble proprio al quale era riconosciuta l'alta qualitá artistica. Si tenevano piú di duecentocinquanta rappresentazioni l'anno.

 

Museo della donna:

Irmgard Hofer-Wolf, Christine Sieß e Monika Köck di Innsbruck lavorano tuttel le forme di espressione creativa ed artistica, attraverso l'uso di materiali tessili. Nei loro lavori mostrano il confronto con i destini di donne di diverse epoche e culture. Gli oggetti, realizzati con diversi materiali tessili, raccontano di esistenze femminili, prigioniere dei loro destini e di tradizioni arcaiche, di divieti e di emarginazione, sino alla violenza sul corpo e sulla vita.

 

Chiesa di Santo Spirito:

Sulla riva sinistra del Passirio, quindi al di fuori delle cinta murarie e dell'allora centro, si erige una delle case del Signore piú incantevoli dell'Alto Adige. Fondata nel 1271 da Mainardo II, cone del Tirolo, e della moglie Elisabetta di Wittelsbach. Nel 1419 a causa di un'alluvione, la chiesa venne completamente distrutta e successivamente ristrutturata per volere dell'arci-duca Sigismondo; i lavori terminarono nel 1483. Da ammirare: la navata maggiore é affiancata dalle due laterali più strette, che continuano nel presbiterio, dando luogo all'ambulacro intorno all'altare, la raffigurazione della Trinitá sopra il portale principale, la volta a stella sopra il coro, affreschi e statue del XIV e XV secolo.

 

Castel Pienzenau

Un gioiello nascosto nel verde:

Il sentiero di sissi che conduce a questo castello, documentato per la prima volta nel 1394, attraversa un parco rigoglioso di cedri, sequoie e pini secolari. Nel 1870, in occasione dell'arrivo di Sissi e del suo seguito, il fienile del Pienzenau fu trasformato in rimessa per le numerose carrozze e i ventisette cavalli portati da Vienna. Tra i castelli di Pienzenau, Rubein e Trauttmansdorff fu anche allestita una apposita linea telegrafica di collegamento.

 

Castel Rubein

Un rifuigio fiabesco:

L'edificio del XII secolo si erge al centro di un vasto parco vicino piazza fontana. Durante la visita di Sissi, nell 'ottobre 1870, una parte delle 102 persone del suo seguito fu alloggiata in questo castello sito lungo l'odierna via Christomannos.

A proposito di Thodor Christomannos: egli ebbe il merito di aprire le Dolomiti al turismo. Suo cugino Konstantin fu per molti anni lettore e insostituiblile accompagnatore dell'imperatrice Sissi.

 

Wandelhalle

Un porticato per tutte le stagioni

Fu il medico Franz Tappeiner a sovvenzionare nel 1889 la "Wandelhalle", il poticato in stile liberty lungo la Passeggiata d'inverno. Ai dipinti si affiancano targhe e busti in memoria di coloro che contribuirono allo sviluppo della stazione climatica. Questa passeggiata soleggiata e riparata dal vento era frequentata specialmente nei mesi invernali dagli ospiti qui per cura. Sulla sponda opposta del torrente si estende invece l'ombrosa Passeggiata d'Estate.

 

La Città

Merano è situata a 324 metri sul livello del mare, all'incrocio fra Val Venosta, Val Passiria e Val d'Adige. La particolare posizione geografica della conca in cui si adagia, riparata dalle alte montagne del gruppo del Tessa, ne condiziona il clima, mite e temperato, rendendo possibile la massiccia presenza di piante mediterranee e tropicali che danno viata a un gioco di suggestivi contrasti con i caratteri alpini tipici di queste latitudini.

 

Il centro storico:

Il centro storico si estende a nord del Passirio, il fiume che taglia in due la cittá, e comprende il tratto dei Portici collegante Piazza del Grano e Piazza Duomo, il quartiere Steinach, Via Leonardo da Vinci, Via delle Corse e le tre porte cittadine ancora oggi conservate. Sono tantissime le testimonianze di un vivace passato.

La via dei Portici, costruita nel 1200 per volere del conte del Tirolo Mainardo II, è un corridoio ad arco ribassato sorretto da colonne in pietra lungo 400 metri che mette in comunicazione Piazza Duomo e Piazza del Grano. Le facciate, risalenti a epoche diverse, sono arricchite dal tipico sporto. All'interno ricca di fascino è la tipica disposizione degli edifici con scale, cortili e lucernari variamenti articolati. Diversi elementi testimoniano la presenza dei conti del Tirolo (tre generazioni: Mainardo II, il figlio, re Enrico, e sua figlia Marherita Maultsch). Ancora oggi si suddividono in "Portici del fiume", verso le acque del Passiro, e "Portici della montagna", verso Monte Benedetto e in Portici "inveriori" e "superiori". Nell'edificio opposto al Duomo, alla fine dei Portici superiori, nel XIII e XIV secolo si trovava la zecca, motore del commercio della contea del Tirolo.

Tra il Duomo, la porta Passiria e la riva destra del torrente Passirio si colloca il rione Steinach, centro di Merano ai tempi dei conti del Tirolo. Inizió qui, nel XIII secolo, la costruzione della cittá: alcuni edifici e palazzi tuttora conservati ne ricordano il carattere originario, come il ristorante "Santer Klause" (tuttora esistente) vicino a porta Passiria. Quanto al nome "Steinach": Merano venne menzionata appena nel 857 come "Mairan", dal prelatino "mara", vale a dire "mucchio di sassi", che fu tradotto in tedesco col termine "Steinach", in riferimento proprio ai ciottoli e ai detriti trascinati dal torrente Passirio.

Fino al 1881 la cittá possedeva quattro porte medioevali da cui si poteva accedere alla città; tre sono tuttora conservate: Porta d'Ultimo (est) si trovava nell'attuale piazza Teatro, dove oggi sorge il palazzo teatrale. Nel 1881 venne demolita per fare posto al traffico e al tetro. Una curiosità storica: il campanile della porta era la sede di un prigione per reati gravi. Fino a poco prima del suo abbattimento custodiva alcuni strumetni di tortura. Porta Venosta (ovest), in via delle corse, è probabilmente la piú antica delle quattro, menzionata per la prima volta nel 1290. Nel XVII secolo subi delle modifiche architettoniche e fu adibita per un determinato periodo a prigione. Anche l'eroe tirolese Andreas Hofer vi venne imprigionato e il 28 gennaio 1810 fu sottoposto agli interrogatori che si svolsero nell'attuale albergo "Conte di Merano" (busto di Andreas Hofer). Porta Passiria (nord) si caratterizza per la tipica architettura a torre con tetto spiovente, sottile e coperta da edera. Ancora oggi é collegata ad un tratto dell'antico muro di cinta della cittá. Infine, Porta Bolzano (sud), risalente al XIV secolo: sulla facciata che volge a meridione si possono ammirare una doppia aquila affrescata e un rilievo con gli stemmi dell'Austria, del Tirolo e di Merano. Sbocco di Porta Bolzano è piazza della Rena: deve il suo nome alla sabbia che il Passirio, formando un'ansa, depositava tra la porta stessa e la sua riva. Su di essa troneggia lo splendido palazzo Esplanade, ex albergo fra i più antichi di Merano, un tempo Hotel Arciduca Giovanni. Fino al 1913 in alcune stanze del palazzo trovava collocazione l'ufficio postale, mentre oggi l'edificio, ristrutturato e riportato ai fasti delle origini, é situata la "Hohensaal", l'odierna sede del convitto delle Dame Inglesi (ordine di monache cattoliche che si consacrarono all'educazione delle giovani) con l'adiacente chiesa del Sacro Cuore in stile romanico. Testimonianza storica di valore è il Ponte Romano, il passaggio piú antico sul Passirio, costruito nel XVII secolo al posto di un ponte di legno. Poco oltre si trova il Ponte della Posta in tutto il suo splendore liberty.

 

 

 

CHIUSI dal 9 novembre 2009 al 27 marzo 2010

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