Ippodromo di Merano
L’ippodromo di Maia si trova nelle dirette vicinanze del centro cittadino ed è sicuramente uno degli impianti sportivi per cavalli più belli d’Europa. Qui, nel 1935, nell’arco di un solo anno, era già stata costruita, su una superficie di 40 ettari, un’esemplare struttura sportiva per cavalli.
Oltre alle piste in erba per le corse e gli allenamenti, presso la cittadella dei cavalli, le scuderie di Borgo Andreina, si trova un tondino coperto con oltre 350 box che consente di allenarsi tutto l’anno.
E' dal 1935 che la storia infinita di questa affascinante corsa attraversa il nostro tempo e si ripropone ogni dodici mesi regalandoci sempre nuove emozioni. In vero, già prima di quell'anno Merano era nota per le corse dei cavalli che sotto l'impero Asburgico vi si disputavano, ma quella che possiamo definire "l'era moderna" data il suo inizio da quel 1935 in cui, in pieno ventennio fascista, il regime volle costruire questo ippodromo nell'odierna dimensione e collocazione ed attribuirgli la "specializzazione" di pista destinata prevalentemente alle corse ad ostacoli, seppure con una spiccata vocazione anche per quelle in piano.
Sempre per volere del Governo del tempo venne contestualmente istituita la Lotteria di Merano che, tra le poche lotterie nazionali, era quella con la maggior dotazione. Dire Gran Premio di Merano per le corse dei cavalli è come dire Gran Premio di Montecarlo per la Formula 1: è diverso da tutti gli altri e per questo ti prende in modo particolare. Ci sono molti GP, più importanti del "Merano" e molti si assomigliano, ma questo occupa un posto speciale, come Montecarlo, sia tra gli addetti ai lavori ed appassionati dello sport del cavallo da corsa che tra coloro che solo occasionalmente si affacciano al mondo dell'ippica. Numerosissime le storie di uomini e cavalli che questa corsa potrebbe raccontare. A raccoglierle nel suo delicato ed avvincente volume "Fascino del Rischio" (Fabbri Editori) è stato un grande giornalista ippico del passato, Luigi Gianoli, che narra le vicende dei primi cinquanta anni di questa corsa. Un volume del quale consigliamo caldamente la lettura a chi volesse comprendere o solo conoscere un po' più da vicino questo straordinario avvenimento. Si chiamava Roi de Trèfle il primo vincitore, è stato il sauro Or Jack negli anni novanta a vincerlo per tre volte consecutive, Aegior condivide con lui questo primato ma in anni diversi, Pigalle lo ha dominato nel 1968 con una corsa che ha lasciato il segno, The Champ si chiamava il cavallo che lo vinse venendo da più lontano (Nuova Zelanda), e Creme Anglaise la cavalla che per prima ha vinto il "Merano" in rappresentanza di colori locali che sono saliti sul gradino più alto anche nel 2002 con Present Bleu. Negli ultimi anni Merano è divenuta punto d'incontro dell'ostacolismo europeo e la sfida, un tempo ristretta alla sola Francia, si è arricchita della partecipazione dei cavalli tedeschi, austriaci, polacchi e della Repubblica Ceca. Proprio il cèco Masini della Stall Wrbna ha iscritto per la prima volta nel 2004 il nome di un cavallo di scuderia dell' Est nell'albo d'oro del Gran Premio Merano imitato nel 2006 da Kolorado appartenente alla stessa scuderia. Potremmo parlare ancora di fantini vincitori e sconfitti che hanno corso per una intera carriera pensando sempre alla vittoria in questa corsa alcuni riuscendo ad afferrarla ed altri ai quali è sempre sfuggita e con loro allenatori e proprietari di scuderie che in questo GP vedono la "summa" di tutto il loro lavoro, delle loro fatiche, dei loro investimenti. Perché vincere il "Merano" è un'altra cosa e partecipare dalla tribuna come spettatori significa farsi prendere dall'evento: non puoi rimanere indifferente. Provare per credere!

